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ABITARE IN MODO SEMPLICE LA RETE

I blog a confronto di 5 quotidiani e l’esperienza di Giovanna Pezzuoli su La27Ora

Il blog, a meno di 15 anni dalla data simbolica della sua nascita, è già storia e consuetudine acquisita nelle versioni online dei quotidiani. Incuriosita da questo fenomeno ho chiesto a Giovanna Pezzuoli, giornalista de Il Corriere della Sera e blogger de La27Ora per la stessa testata, di raccontare se e come il suo modo di scrivere cambia in funzione della destinazione.

In questo post Giovanna Pezzuoli, giornalista del Corriere della Sera, racconta come (ri)pensa la sua scrittura per un articolo online. Inoltre i blog a confronto di cinque quotidiani italiani in rete: Corriere della Sera.it, il manifesto, la Repubblica.it, La Stampa.it e L’Huffington Post. 

L’idea di dare un’occhiata allo stato dell’arte dei blog dei nostri quotidiani mi è venuta leggendo il post di Steve Buttry dall’esplicativo titolo What’s the difference between a columnist and a blogger?. Buttry scrive partendo da uno scambio di mail con Teresa Schmedding, Assistant Managing Editor-Content Systems per il Daily Herald e presidente dell’American Copy Editors Society. Schmedding elenca quali, secondo lei, sono gli elementi chiave del blog in sette punti, dall’alto livello di interazione al tono più informale, e Buttry approfondisce ciascun punto con le proprie riflessioni. L’articolo è piuttosto lungo ma vale la pena leggerlo – oserei dire studiarlo – con calma poiché apre molte questioni sulle mutazioni della scrittura giornalistica.

Scrivere per un quotidiano e per il suo blog: le riflessioni di Giovanna Pezzuoli

Il post di Buttry, come ho anticipato, mi ha smosso la curiosità di sbirciare nei blog dei nostri quotidiani. Volevo però ascoltare anche la voce di una giornalista su come (e se) l’introduzione del blog avesse cambiato il proprio modo di pensare un articolo e così ho chiesto delucidazioni alla brillante giornalista Giovanna Pezzuoli.

  • Il linguaggio è materia squisitamente duttile nelle mani di chi lo usa e i neologismi fioriscono su internet. Trovi che questo si rifletta anche nel giornalismo online? Mi viene in mente la querelle scatenata da Personagge su La27ora ad esempio.
    No, neologismi online non ne vedo molti, a parte il linguaggio sessuato che ogni tanto usiamo e che in genere, come nel caso di Personagge, sindaca eccetera viene pesantemente bacchettato.
  • Scrivi in modo diverso, in termini di linguaggio e struttura del contenuto, se devi pubblicare online rispetto a quando invii un articolo per il quotidiano ‘cartaceo’?
    Indubbiamente c’è una differenza fra un post e un articolo. Innanzitutto nello stile, più agile, discorsivo, meno ricercato, meno letterario nel primo caso. Con la preoccupazione, nel post, di essere subito accattivante e chiara fin dalle righe iniziali, prima del tag more. Cerco di interessare il lettore mentre al bell’attacco do molta meno importanza. Poi nel post parli spesso in prima persona e riporti esperienze, giudizi, impressioni personali, mentre nell’articolo per il giornale cartaceo – come ci insegnavano a scuola di giornalismo – l’io deve scomparire a meno che tu non sia l’editorialista famoso. L’altra grande differenza dipende dal fatto che sai che il post susciterà dei commenti. Quindi a volte sei più cauta – quando non vuoi polemizzare troppo su quell’argomento specifico – o invece altre volte sei consapevolmente provocatoria, ma in ogni caso scrivi tenendo più presente il lettore. Che è molto meno astratto, è lì che sta appostato e zac, appena fai un errorino o dici una sciocchezza o semplicemente scrivi qualcosa che non è facilmente dimostrabile, ti viene a fare le pulci… Come sai, spesso anche in modo un po’ brutale. Però questo autocontrollo legato alla sensazione di essere letta davvero è anche utile, divertente e stimolante, ti abitua a cercare argomenti che possano interessare qualcuno e non soltanto far fare bella figura a te. E poi trovo che le condivisioni e i commenti in molti casi siano davvero la prova dell’efficacia o meno di quello che scrivi. A volte prima di mandare un post a La27Ora faccio una scommessa con me stessa: questo verrà letto molto, quest’altro no… ma non ci prendo quasi mai!

Dunque i pesi che muove la scrittura su blog rispetto un articolo destinato alla stampa riguardano incipit, stile, esposizione maggiore di chi scrive, maggiore importanza di chi legge grazie all’interattività e alle dinamiche di fact checking.

Ma sui quotidiani online come sono strutturate le pagine dedicate ai blog? Di seguito alcuni esempi con le relative immagini tagliate e ricostruite da me così da mostrare sia il taglio alto che quello basso.

Corriere della Sera: Eliza, il blog curato da Serena Danna

Eliza è il blog curato da Serena Danna per il Corriere della Sera e sia per quanto riguarda l’organizzazione grafica sia per quanto riguarda i contenuti che lo incorniciano ha l’aspetto di uno spazio indipendente. La testata del quotidiano è richiamata discretamente solo nel taglio alto vicino al menu di navigazione, il blog ha una testatina vintage molto riconoscibile, la colonna di sinistra è libera mentre quella di destra è interamente dedicata a Serena eccetto lo spazio per il banner pubblicitario.

Corriere della Sera: Eliza, il blog curato da Serena Danna

In ordine partendo dall’alto nella colonna di destra ci sono i box con:

  • la funzione di ricerca nel blog
  • il banner pubblicitario
  • le informazioni sulla giornalista con foto, nota biografica e bottone per seguirla su Twitter
  • i tre tweet più recenti
  • i cinque articoli più letti
  • i cinque commenti più recenti
  • il calendario delle pubblicazioni

La data di pubblicazione del post è in alto a sinistra rispetto al titolo mentre i bottoni di condivisione sono in fondo al post e precedono i commenti. Per commentare è necessario registrarsi al sito.
Non sono usati i tag e per quanto riguarda l’editing del testo preso come esempio non sono usati grassetto e sottotitoli per i paragrafi. Il testo alternativo per le immagini definisce l’ordine delle copertine dei libri. Potete notare l’uso sapiente dello spazio bianco per dividere i paragrafi, i link sottolineati ed enfatizzati dal contrasto di colore, il corsivo che evidenzia i titoli citati.

il manifesto: Antiviolenza, il blog curato da Luisa Betti

Antiviolenza è il blog curato da Luisa Betti per il manifesto che graficamente mantiene la testata in evidenza anche se qui, per motivi di spazio, ho dovuto tagliare la parte alta. Il blog di Luisa ha una sua testatina, la colonna di sinistra è libera mentre quella di destra è dedicata ai contenuti del blog e all’elenco degli altri blog del quotidiano. Manca un box con le informazioni sulla giornalista.

Antiviolenza - il blog gestito da Luisa Betti per il manifesto

In ordine partendo dall’alto nella colonna di destra ci sono i box con:

  • il banner pubblicitario
  • le pagine. Cliccando su ‘questo blog’ si accede alla spiegazione del tema del blog incluse un paio di righe biografiche sulla giornalista con relativa foto.
  • le categorie
  • il calendario delle pubblicazioni e l’archivio
  • i cinque articoli più recenti
  • i cinque commenti più recenti
  • la lista degli altri blog de il manifesto

L’immagine ha la didascalia ma non è inserito il testo alternativo. Nell’editing Luisa usa il corsivo per riportare il testo di Mariella Magazù, non usa il grassetto e i link sono ben riconoscibili grazie al colore a contrasto anche se nell’esempio che ho scelto non ce ne sono. I bottoni per la condivisione precedono il titolo mentre la data di pubblicazione è alla fine, sotto la firma dell’autrice, seguita dai tag, dall’invito a commentare e a fare il trackback dal proprio sito e dalle categorie. Per commentare non è necessario registrarsi.

La Repubblica: WWWomen, il blog curato da Cinzia Sasso

WWWomen è il blog curato da Cinzia Sasso per la Repubblica ed ha l’aspetto di uno spazio indipendente grazie alla testatina con il focus su nome del blog e foto della giornalista e al fatto che la pubblicità non è posta nella colonna laterale bensì in cima alla pagina. La colonna di sinistra è libera mentre quella di destra è dedicata ai contenuti del blog.

La Repubblica: WWWomen, il blog curato da Cinzia Sasso

In ordine partendo dall’alto nella colonna di destra ci sono i box con:

  • la funzione di ricerca nel blog
  • il calendario delle pubblicazioni
  • i dieci articoli più recenti
  • i cinque commenti più recenti
  • lo spazio per i link
  • la lista degli altri blog de la Repubblica

Nel post che ho preso come esempio non ci sono immagini ma anche cercando in altri blog della stessa testata non ne ho trovate come pure non ho trovato grassetti, link o corsivi. Il titolo del post fa da spartiacque per la data di pubblicazione e i bottoni di condivisione. I commenti, che richiedono la registrazione, chiudono l’articolo.

La Stampa: Web Notes curato da Anna Masera

Web Notes è il blog curato da Anna Masera per La Stampa e graficamente si integra nel quotidiano online senza avere l’aspetto di uno spazio indipendente. La testatina del blog è discreta e incentrata sull’immagine della giornalista che, se cliccata, (ri)porta alla home di Web Notes. La colonna di sinistra è libera mentre quella di destra mescola sapientemente i contenuti del blog con quelli della testata.

La Stampa: Web Notes curato da Anna Masera

In ordine partendo dall’alto nella colonna di destra ci sono i box con:

  • ‘sezioni’ che ospita la navigazione per tag
  • il banner pubblicitario
  • i link, sui social e su altri siti, dove poter seguire Anna
  • i bottoni per seguire la testata sui social
  • il link per accedere agli account Twitter degli altri giornalisti
  • l’archivio delle pubblicazioni
  • il widget con i tweet di Anna
  • due bottoni pubblicitari

Data di pubblicazione e bottoni di condivisione precedono il titolo. L’immagine non ha didascalia, in questo caso superflua, né testo alternativo. Web notes mostra molta cura nell’editing: tra i blog analizzati è l’unico ad avere il sommario, i titoli per ciascun paragrafo, uso del grassetto diffuso nel testo e delle liste puntate per alleggerirlo. Anche qui i link sono ben riconoscibili grazie al contrasto di colore e i commenti, che non richiedono registrazione, chiudono il post.

L’Huffington Post: il blog di Tommaso Cruciani e Oliver Page

Su L’Huffington Post c’è un unico blog corale con diverse firme tanto che la testatina recita ‘Tutti i post del blog’ seguito dal link  ‘Visualizza l’indice dei blogger’. Ho scelto come esempio l’articolo di Tommaso Cruciani e Oliver Page per via della struttura a quattro mani diversa dagli altri. La colonna di sinistra è libera mentre quella di destra è dedicata ai contenuti de L’HuffPo. Agli autori è riservata la parte in cima al titolo con le foto, che portano alla pagina personale con biografia e post pubblicati, e i bottoni per esprimere l’apprezzamento e/o seguire i blogger.

Gli incubatori delle nuove aziende di di Tommaso Cruciani e Oliver Page

In ordine partendo dall’alto nella colonna di destra ci sono i box con:

  • le icone per seguire il quotidiano online sui social e su mobile (iPhone e Android)
  • la gallery a scorrimento orizzontale con gli articoli più cliccati
  • la gallery a scorrimento orizzontale con gli articoli più commentati
  • la gallery a scorrimento orizzontale con gli articoli più apprezzati su facebook
  • la gallery con le icone dei maggiori temi sul quotidiano

La data di pubblicazione segue il titolo ed è affiancata dall’icona per stampare il post. Subito sotto la parte dedicata all’interazione: potete scegliere fra sette aggettivi il vostro giudizio su quello che avete letto e condividere la vostra opinione su Facebook grazie ad un’applicazione ad hoc, leggere articoli di categorie correlate, condividere il post sui social grazie ai bottoni nel box in evidenza.
In fondo all’articolo trovate la parte dedicata all’interazione con la testata compresa la possibilità di iscrivervi alla newsletter e di commentare senza registrarvi. Potrete inoltre condividere i vostri commenti e/o pubblicarli sui vostri blog. Le funzioni di editing dei testi sono piuttosto ampie ma per farvene un’idea dovete navigare un po’ il blog: le citazioni sono su sfondo grigio, si possono inserire video e gallery fotografiche e i link sono ben riconoscibili dal colore a contrasto. Non ho trovato sottotitoli dei paragrafi o uso di liste puntate e grassetto ma le firme sono così tante che senza dubbio cercando con pazienza altri esempi si trovano. La funzione di ricerca apre e chiude la pagina.

Il trionfo di lettrici e lettori

Franca Sozzani, direttore di Vogue, ammette di amare e odiare il suo blog perché è faticoso ma le permette di trovare ogni giorno idee nuove e di avere uno scambio più vero con le lettrici. Giovanna Pezzuoli testimonia come attraverso La27Ora abbia imparato che l’interazione con le lettrici e i lettori possa essere stimolante e non solo stressante. Margaret Sullivan, public editor del New York Times, ha ritenuto necessario scrivere una lettera pubblica ai colleghi sul comportamento da tenere sui social media poiché ‘i lettori assoceranno inevitabilmente con il Times qualsiasi cosa pubblichiate sui social media’.

Con le versioni online dei quotidiani e sempre più con i social media lettrici e lettori diventano il fulcro di una comunicazione giornalistica che non consiste più nel riportare solo i fatti, come sottolineano Clay Shirky, C.W. Anderson e Emily Bell nel report “Post-Industrial Journalism: Adapting to the Present”, ma bensì in un lavoro di cura dei contenuti che richiede delle competenze allargate rispetto al passato. Il rapporto della Columbia Journalism School è interamente scaricabile ma per chi volesse una panoramica in italiano consiglio l’ottimo lavoro di Pier Luca Santoro sul suo blog Il Giornalaio. Un post a parte meriterebbe l’interazione – in alcuni casi accolta e in altri mancata – con lettrici e lettori attraverso i commenti ma preferirei ascoltare l’esperienza raccontata da una/un giornalista.

Scrivete sul blog di un quotidiano online o ne seguite uno in particolare? Qual è la vostra esperienza? Commenti aperti come sempre per la discussione.

P.s un grazie particolare all’amica Giovanna che nonostante sia invasa da mail e lavoro ha trovato il tempo per rispondere alle mie domande. Ecco la sua bio : -)

Giovanna Pezzuoli - giornalista de Il Corriere della Sera e blogger de La27Ora per la stessa testataGiovanna Pezzuoli Sono giornalista dalla metà degli anni ’80, prima al Giorno, poi al Corriere della Sera. Sposata da 35 anni con uno storico, ho una figlia aspirante documentarista che vive a Parigi. Da sempre femminista (con ironia) amo fare progetti collettivi, andare al cinema, viaggiare e soprattutto scrivere di donne.

4 commenti su “I blog a confronto di 5 quotidiani e l’esperienza di Giovanna Pezzuoli su La27Ora

  1. Pingback: I blog a confronto di 5 quotidiani e l’esperienza di Giovanna Pezzuoli su La27Ora | Giornalismo Digitale | Scoop.it

  2. Administrator
    2 dicembre 2012

    Reblogged this on Home and commented:
    Un altro articolo di webpersignore fatto davvero molto bene e pieno di spunti per la (mia) tesi. #complimentssss

    • Rachele Muzio
      3 dicembre 2012

      Ciao Irene,
      felicissima che ti sia piaciuto il mio articolo ed onorata di entrare nella tua tesi!
      Vorrei dirti che ti porterò fortuna ma da quel che vedo sul tuo blog non ti serve fortuna perché hai già il talento ; -)

  3. Pingback: I blog a confronto di 5 quotidiani e l’esperienza di Giovanna Pezzuoli su La27Ora | FormAzione e Lavoro per Passione | Scoop.it

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Questa voce è stata pubblicata il 30 novembre 2012 da in Per lavoro e per diletto con tag , , , .

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