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ABITARE IN MODO SEMPLICE LA RETE

Raccontare di sé

Storytelling ovvero raccontare storie. Un termine che capita sempre più spesso sotto gli occhi riferito sia ai soggetti narranti sia agli strumenti per narrare sul web.

In questo post suggerisco alcune risorse online utili a narrare di voi e delle vostre esperienze per lavoro o per diletto.

Siamo ormai abituate ai canali classici per narrare di sé online come blog, facebook oppure i 140 caratteri di Twitter. Se desiderate qualcosa di più originale per condividere i vostri ricordi, le esperienze o magari i racconti nel cassetto troverete forse più efficaci strumenti come Proust che vi permette di creare da sole un libro della vostra vita, come Cowbird, piattaforma per cantastorie, o come Memoro, banca dati della memoria.

Le cantastorie. Donne arte e altre trame (immagine dalla mostra di Nadia Magnabosco e Marilde Magni)

1) Proust

  • Proust è presentato come ‘un modo per te e la tua famiglia di condividere e conservare i tuoi ricordi’. Ci si iscrive inserendo i propri dati oppure usando il proprio account facebook. Potete farvi guidare da alcune domande oppure andare a ruota libera e raccontare ciò che preferite allegando foto, video e file. Il vostro diario potrà essere stampato, sfogliato come un libro, letto come un pagina web, consultato tramite la linea del tempo oppure tramite la Memorabilia Box, lo scrigno dei ricordi. Va da sé che potreste usare in altri modi Proust. Ad esempio perché non scrivere la biografia della vostra personaggia preferita, inventarne una di sana pianta o magari coinvolgere la classe in un diario postumo di Artemisia Gentileschi o Goliarda Sapienza?

2) Cowbird

  • Cowbird è una comunità online di cantastorie, alla quale potete partecipare chiedendo di essere invitate, nata per dar vita ad un giornalismo che parte dal basso e precisamente dai racconti delle persone comuni. Il fine a lungo termine è quello di creare un archivio pubblico di esperienze umane da condividere e tramandare. Per avere un’idea di ciò che potreste fare su Cowbird date un’occhiata a Hope against All Odds di Ronit Avni. L’importanza data all’immagine ne fa una piattaforma ideale di racconto se siete artiste, fotoreporter o grafiche.

3) Memoro

  • Molte di noi hanno avuto la fortuna di ascoltare le storie dei nonni sulla guerra, delle amiche sul femminismo, degli amori impossibili ai tempi dell’emigrazione italiana. Molte di noi amerebbero fermare quei ricordi e magari condividerli. Grazie a Memoro. La banca della memoria non solo è possibile farlo ma si possono consultare un’infinità di ricordi di donne e uomini di tutto il mondo nati prima del 1950. Si possono caricare dei racconti, creare dei percorsi e viaggiare nel tempo grazie ai ricordi comuni di personaggi famosi. Un affascinante progetto italiano che ha già coinvolto molti Paesi nel mondo, scuole e istituzioni.

Restando in tema di narrazioni di sé vale la pena fare un giro sul Dizionario delle parole perdute, blog della Libera Università dell’autobiografia di Anghiari, che recupera e spiega parole in disuso proprio grazie ai racconti e ai ricordi di chi quelle parole le porta nel cuore.

Dizionario delle parole perdute

Naturalmente si può raccontar di sé anche per immagini e in questo senso sembra che Pinterest abbia ormai sbaragliato ogni concorrente mentre Screen Projects, piattaforma di storytelling visuale, prima ancora di vedere la luce già si appresta a dare del filo da torcere a YouTube e al più elitario Vimeo.

Avete sperimentato questi strumenti? Condividete nei commenti la vostra esperienza : )

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Questa voce è stata pubblicata il 27 marzo 2012 da in Abitare la rete, Per lavoro e per diletto con tag , , , .

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